Lo scambio di partecipazioni tramite conferimento

Lo scambio di partecipazioni tramite conferimento

L’operazione societaria di scambio di partecipazioni con conferimento è di solito finalizzata al consolidamento di una partecipazione di maggioranza o alla riorganizzazione della compagnia societaria in previsione dell’ingresso di un socio investitore.

Come procedere

Analizziamo prima di tutto il regime fiscale dell’operazione, che negli scambi di partecipazioni “nazionali” è quello del cd. “realizzo controllato”.

Esaminiamo in dettaglio il seguente caso caso di specie:

  • Alfa S.r.l. (“socio della società scambiata” o “società conferente”) detiene una partecipazione in Beta S.r.l. (la cd. “società scambiata”) pari al 15%, iscritta in bilancio per un costo fiscalmente riconosciuto pari ad Euro 1.500;
  • Gamma S.r.l. detiene una partecipazione di controllo in Beta S.r.l. pari al 75%; il restante 15% del capitale sociale di Beta è detenuto da una persona fisica;
  • Alfa S.r.l. (ed il socio persona fisica) intende scambiare la propria partecipazione in Beta con Gamma S.r.l. (la “società acquirente” o “società conferitaria”), ricevendone in cambio una sua quota di partecipazione.

Ora, la disciplina fiscale relativa allo scambio “nazionale” di partecipazioni è contenuta nell’art. 177 del TUIR. In particolare, in considerazione delle diverse modalità con cui è possibile effettuare lo scambio, questa disposizione distingue le operazioni di:

  • scambio di partecipazioni realizzato mediante permuta (co. 1);
  • scambio di partecipazioni realizzato mediante conferimento (co. 2).

Lo scambio di partecipazioni mediante permuta è realizzabile solo nel caso in cui la società acquirente (ovvero la società che intende acquisire o integrare il controllo nella società oggetto di scambio) sia una società di capitali con capitale suddiviso in azioni (ovvero: S.p.a., S.a.p.a.) residente in Italia. Nel caso di specie, la società acquirente, Gamma è una S.r.l., con la conseguenza che non risulta applicabile lo scambio di partecipazioni secondo lo schema della “permuta” di cui al citato art. 177, co. 1.

A questo punto si può solo valutare l’applicazione del regime fiscale dello scambio nazionale di partecipazioni mediante conferimento previsto dall’art. 177, co. 2 del TUIR.

Tale disciplina non rappresenta un regime di neutralità fiscale, ma un vero e proprio criterio di valutazione delle partecipazioni ricevute a seguito del conferimento e rilevante ai fini della determinazione del reddito in capo al soggetto conferente.
In particolare, il co. 2 stabilisce che: “le azioni o le quote ricevute a seguito di conferimenti in società, mediante i quali la società conferitaria acquisisce il controllo di una società ai sensi dell’art. 2359, co. 1, n. 1), del codice civile ovvero incrementa, in virtù di un obbligo legale o di un vincolo statutario, la percentuale di controllo, sono valutate, ai fini della determinazione del reddito del conferente, in base alla corrispondente quota delle voci di patrimonio netto formato dalla società conferitaria per effetto del conferimento“.

Per applicare la citata disciplina si osserva che:

  • dal punto di vista soggettivo, i soggetti coinvolti sono:
    • la società conferitaria (ovvero la società che intende acquisire o integrare il controllo), che, coerentemente con quanto previsto dal co. 2 in esame, deve essere necessariamente una “società”;
    • la società scambiata (ovvero la società della quale si intende acquisire il controllo), che può essere una società di capitali (S.p.a., S.a.p.a., S.r.l., società cooperativa e di mutua assicurazione), residente in Italia;
    • i soci conferenti (ovvero i soci della società scambiata), che possono rivestire qualsiasi forma giuridica e, pertanto, possono essere rappresentati da persone fisiche (imprenditori e non imprenditori), società di persone e società di capitali;
  • dal punto di vista oggettivo, l’operazione deve avere ad oggetto una partecipazione che consenta alla società conferitaria di acquistare ovvero incrementare il controllo della società scambiata. La nozione di controllo alla quale si riferisce la norma in esame fa riferimento solamente al controllo di diritto ai sensi dell’art. 2359, co. 1, n. 1, del codice civile, secondo il quale è considerata controllata una società in cui un soggetto dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria.

Nel caso di specie entrambi i requisiti risultano soddisfatti.

In merito al trattamento fiscale dell’operazione, come sopra anticipato, l’operazione di scambio di partecipazioni mediante conferimento, con aumento di capitale, non rappresenta un’operazione fiscalmente neutra, ma è un conferimento a c.d. “realizzo controllato”.

Nello specifico, lo scambio di partecipazioni nazionale mediante conferimento viene considerato, ai fini fiscali, come un atto potenzialmente “realizzativo” in cui l’emersione di una plusvalenza tassabile in capo al conferente è subordinata al tipo di comportamento tenuto dalla società conferitaria (ovvero, in particolare, in funzione dell’effettiva iscrizione da parte di quest’ultima di un maggiore valore rispetto all’ultimo costo fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni conferite).
In questo senso, nel caso di specie, il soggetto conferente, Alfa S.r.l., è tenuto a valutare la partecipazione in Gamma ricevuta in cambio della partecipazione in Beta in base al corrispondente incremento di patrimonio netto presso la società conferitaria, Gamma S.r.l.. Conseguentemente, l’eventuale differenza positiva esistente tra questo incremento di patrimonio netto della conferitaria rispetto all’ultimo valore fiscale della partecipazione conferita dal soggetto conferente costituirà una plusvalenza tassabile in capo al conferente medesimo ai sensi dell’art. 86 del TUIR o dell’art. 87 del TUIR se in regime di partecipation exemption.