Cos’è il “Real-Time Bidding” e perché dobbiamo preoccuparcene

Cos’è il “Real-Time Bidding” e perché dobbiamo preoccuparcene

Il Real-Time Bidding (RTB) consiste in una serie di tecnologie utilizzate nell’ambito del Programmatic Advertising, cioè quel calderone di attività tra le quali compaiono l’automatizzazione e l’ottimizzazione dell’acquisto di spazi pubblicitari on line al fine di inviare il messaggio giusto, al momento giusto e a precisi segmenti di audience individuati mediante un’attenta opera di profilazione.

Ogni volta che visitiamo un sito web alcuni degli annunci commerciali che compaiono vengono selezionati appositamente per noi tramite un procedimento d’asta che coinvolge miriadi di soggetti in pochi millisecondi.
L’oggetto dell’asta siamo noi in quanto consumatori, profilati per tipologia di browser, di device, di Paese in cui viviamo, fino a quali sono i nostri interessi e il nostro stato di salute.

Pochi di noi, però, sono consapevoli di questi trattamenti di dati personali, che possono essere veramente intrusivi nella nostra vita quotidiana, a maggior ragione quando le tecnologie del settore (Adtech) rendono di fatto impossibile tracciare e comprendere i flussi di dati.

Per questa ragione, alcuni Garanti europei – l’ICO inglese ad esempio – hanno ritenuto doveroso intervenire con alcuni documenti che, da un lato, tendono a coinvolgere l’industria dell’advertising con lo scopo di comprendere appieno le modalità operative di tale attività e, dall’altro, intendono guidare i player del mercato verso la compliance al GDPR entro un ragionevole lasso di tempo.

I trattamenti effettuati in un ambiente digitale RTB rientrano tra quelli che il GDPR reputa a massimo rischio, quali la profilazione degli utenti, l’implementazione di processi decisionali automatizzati, la geolocalizzazione, e visto il loro impatto su larga scala, devono essere capiti e regolati.

Questo rischio pare addirittura maggiore volgendo lo sguardo alla numerosità dei soggetti che trattano congiuntamente i dati degli utenti, dagli advertiser ai publisher, cioè ai siti che vendono gli spazi, passando poi per tutte quelle piattaforme che intervengono nel processo intermediando vari servizi.

Il tema, assai complesso e di attualità, dovrebbe interessare tutte le imprese che utilizzano il digital advertising, oramai quasi la totalità, per proporre in vendita i propri servizi o prodotti, oltre che tutti quegli operatori professionali che fanno del RTB il loro business.
Approfondiremo l’argomento, e ne sviscereremo ogni possibile impatto sulla compliance privacy, nel corso della Masterclass “Privacy e Digital Communication & Marketing” che si svolgerà a Milano tra la fine di ottobre e novembre.

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