La capitalizzazione dei servizi di “accelerazione” di impresa alle start-up

La capitalizzazione dei servizi di “accelerazione” di impresa alle start-up

In base a quanto previsto dal principio contabile OIC 24 gli oneri pluriennali sono costi che non esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri pluriennali generalmente hanno caratteristiche più difficilmente determinabili, con riferimento alla loro utilità pluriennale, rispetto ai beni immateriali veri e propri. Essi comprendono i costi di impianto e di ampliamento, i costi di sviluppo e altri costi simili che soddisfano la definizione generale di onere pluriennale.

In particolare i costi di impianto e di ampliamento sono i costi che si sostengono in modo non ricorrente in alcuni caratteristici momenti del ciclo di vita della società, quali la fase pre-operativa (cosiddetti costi di start-up) o quella di accrescimento della capacità operativa.

Generalmente tra i costi di start-up sono ricompresi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i costi sostenuti da una società di nuova costituzione per progettare e rendere operativa la struttura aziendale iniziale, o i costi sostenuti da una società preesistente prima dell’inizio di una nuova attività, quali ad esempio un nuovo ramo d’azienda, un nuovo centro commerciale per una società che opera nella grande distribuzione, un nuovo processo produttivo, ecc.

Gli oneri pluriennali possono essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale solo se:

  • è dimostrata la loro utilità futura;
  • esiste una correlazione oggettiva con i relativi benefici futuri di cui godrà la società;
  • è stimabile con ragionevole certezza la loro recuperabilità.

Essendo la recuperabilità caratterizzata da alta aleatorietà, essa va stimata dando prevalenza al principio della prudenza.

Le prestazioni di servizi di “accelerazione” che vengono rese a favore di una start-up possono ragionevolmente soddisfare i requisiti richiesti dal principio contabile OIC 24 ai fini di una loro possibile capitalizzazione attraverso l’iscrizione di tali costi nella voce “costi di Impianto ed ampliamento” delle immobilizzazioni immateriali dello stato patrimoniale del bilancio.

Sulla base di quanto evidenziato nella generalità dei contratti di servizi con gli acceleratori di impresa tali prestazioni parrebbero qualificarsi come fornitura di servizi di assistenza, consulenza, spazi attrezzati e servizi comuni, allo scopo di sostenere, promuovere e accelerare le imprese in fase di c.d. “start-up”. In particolare, i contratti prevedono che tali servizi sono resi a supporto delle imprese in fase di start-up per farle crescere ed ottenere investimenti.

Inoltre nei contratti è di solito previsto che i risultati “intellettuali” dell’accelerazione siano di proprietà della società beneficiaria di tali servizi, così da poter essere considerati come “know how” aziendale con utilità estesa oltre il primo anno di attività d’impresa.

Per quanto riguardo il periodo di loro ammortamento si evidenzia che i costi di impianto e di ampliamento devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni.