Il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Riferimento normativo: Art. 3 del DL 23.12.2013 n. 145 convertito e successive modifiche e il DM 27.5.2015

Nello specifico, il DL 145/2013 riconosce alle imprese un credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2020.

Dal punto di vista soggettivo, possono beneficiare di tale bonus tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni.

Dal punto di vista oggettivo, sono ammissibili al credito di imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • Lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti.
  • Ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, a esclusione dei prototipi di seguito indicati.
  • Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.
  • Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Gli investimenti in ricerca e sviluppo devono presentare il requisito della novità, non essendo agevolabili tecnologie già disponibili e ampiamente diffuse, sia il requisito del rischio finanziario nonché d’insuccesso tecnico.

Dal punto di vista applicativo, sono ammissibili i costi di competenza direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili. Si tratta, in particolare, dei costi relativi a:

  • Personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • Personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con il DM 31.12.1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’IVA;
  • Contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, nonché con imprese residenti rientranti nella definizione di start up innovative e PMI innovative per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente;
  • Contratti stipulati con imprese diverse da quelle sopra indicate per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente;
  • Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne;
  • Materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.

Il citato credito d’imposta spetta nella misura del 50% (o 25% a seconda della tipologia di spese agevolabili) dell’incremento delle spese per investimenti in attività di ricerca e sviluppo agevolabili sostenute in un certo periodo d’imposta rispetto alla media delle medesime spese sostenute nel triennio 2012-2014.

Inoltre, per beneficiare del credito d’imposta, occorre compilare un’apposita sezione della dichiarazione dei redditi (quadro RU) relativa al periodo d’imposta oggetto di agevolazione.

Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione nel modello F24. Per l’utilizzo del credito è necessario ottenere un’apposita certificazione rilasciata da un professionista abilitato (revisore o società di revisione) prima dell’utilizzo.

Infine, i costi rilevanti ai fini dell’attribuzione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo rilevano per il loro intero importo anche ai fini della determinazione del reddito detassato nel .