Decreto legge “Cura Italia”: Q&A sullo svolgimento delle assemblee di società quotate

Decreto legge “Cura Italia”: Q&A sullo svolgimento delle assemblee di società quotate

di Irene Bui (Chiomenti) - Società e governance

Entro quando può essere convocata l’assemblea di bilancio?

Allo scopo di attribuire alle società una maggiore flessibilità nell’individuazione della data di convocazione dell’assemblea di bilancio, il DL dispone che l’assemblea ordinaria debba essere Convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, in luogo degli ordinari 120 giorni e in deroga alle disposizioni di legge e alle disposizioni statutarie.
Alla luce di tale previsione, le società possono pertanto convocare l’assemblea entro il più ampio termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio 2019, anche nel caso in cui lo statuto non
lo preveda.

 

L’eventuale convocazione dell’assemblea oltre i 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio consente di derogare anche ai termini di pubblicazione della documentazione di bilancio dettati dall’art. 154-ter del TUF?

No, il DL non introduce deroghe all’art. 154-ter del TUF.
Pertanto, anche in caso di fissazione dell’assemblea nel mese di giugno, gli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro d’origine saranno comunque tenuti a pubblicare la relazione finanziaria annuale e il bilancio consolidato entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Entro il medesimo termine dovranno essere pubblicate anche la relazione redatta dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti e la relazione del collegio sindacale all’assembla.
Al riguardo, si rammenta altresì che, ai sensi dell’art. 123-bis del TUF e dell’art. 2 del “Regolamento di attuazione del d.lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, relativo alla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario” adottato dalla Consob con delibera n. 20267 del 18 gennaio 2018, congiuntamente alla relazione finanziaria annuale devono essere pubblicate anche la relazione annuale sul governo societario e la dichiarazione di carattere non finanziario.

 

Quali sono le modalità di svolgimento dell’assemblea che possono essere previste nell’avviso di convocazione?

Rispetto al regime ordinario, il DL detta alcune semplificazioni concernenti le modalità di svolgimento delle assemblee, favorendo la partecipazione a distanza.
Più precisamente il DL:

  • prevede che, anche in deroga ad eventuali disposizioni statutarie (o in assenza di disposizioni statutarie), l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie straordinarie possa prevedere l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza, nonché l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione;
  • consente di stabilire nell’avviso di convocazione che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione, a condizione che questi ultimi garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto in conformità alla normativa vigente;
  • precisa che non è necessario che il presidente dell’assemblea, il segretario e il notaio si trovino nel medesimo luogo.
    In questo stesso senso si era recentemente espresso, con la Massima n. 187 dell’Il marzo 2020, anche il Consiglio notarile di Milano, secondo cui: “L’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – ove consentito dallo statuto ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., o comunque ammesso dalla vigente disciplina – può riguardare la totalità dei partecipanti alla riunione, ivi compreso il presidente, fermo restando che nel luogo indicato nell’avviso di convocazione deve trovarsi il segretario verbalizzante o il notaio, unitamente alla o alle persone incaricate dal presidente per l’accertamento di coloro che intervengono di persona (sempre che tale incarico non venga affidato al segretario verbalizzante o al notaio)” ;
  • consente alle società (i) di designare il rappresentante previsto dall’art. 135-undecies del TUF (c.d. “rappresentante designato”) anche ove non previsto dallo statuto; e (ii) di stabilire nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea possa aver luogo esclusivamente tramite il rappresentante designato.
    Al riguardo, il DL prevede che al rappresentante designato possano essere conferite anche deleghe o sub-deleghe “ordinarie” ex art. 135-novies, in deroga al comma 4 all’art. 135-undecies del TUF a norma del quale “al soggetto designato come rappresentante non possono essere conferite deleghe se non nel rispetto del presente articolo [135-undecies]” (l).
    Tale deroga consente dunque ai soggetti legittimati all’intervento in assemblea di conferire la propria delega (o sub-delega) al rappresentante designato avvalendosi di un modulo più agile rispetto a quello predisposto per quest’ultimo ai sensi dell’Allegato 5 al Regolamento Emittenti.
    Inoltre, la (temporanea) disattivazione del divieto di cui al comma 4 dovrebbe consentire il conferimento di deleghe ordinarie al rappresentante designato anche sino all’inizio dei lavori assembleari, in linea con la disciplina ordinaria prevista per la rappresentanza in assemblea ai sensi dell’art. 135- novies del TUF (2).

 

Le società che avevano già convocato l’assemblea prima dell’entrata in vigore del DL possono revocare l’assemblea e convocarla per una data successiva?

Nonostante alcune pronunzie contrarie da parte della giurisprudenza, la revoca della convocazione dell’assemblea, in presenza di motivate ragioni, si ritiene generalmente ammissibile.
Fermo quanto precede, la situazione di pandemia causata dal virus SARS-CoV-2 e la necessità, per gli emittenti, di assicurare il rispetto delle misure di contenimento adottate (e adottande) dal Governo appaiono suscettibili di costituire un possibile motivo di revoca e/o rinvio di un’assemblea già convocata.
Ciò sia al fine di avvalersi delle semplificazioni introdotte dal DL che di posticipare l’assemblea a una data in cui, auspicabilmente, l’emergenza potrà essere terminata.

A tal riguardo, occorre inoltre rammentare che il rinvio dell’assemblea potrebbe comportare una modifica della data di pagamento dell’eventuale dividendo; in tale caso, dovrà esserne data Adeguata comunicazione nei modi e nei termini previsti dalle disposizioni applicabili.

 

Fino a quanto troveranno applicazione le previsioni introdotte dal DL?

Le disposizioni introdotte dal DL trovano applicazione in relazione alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero alle assemblee convocate entro la data fino alla quale sarà in vigore lo stato di emergenza relativo al COVID-19.


Note

  1. Dall’esame del DL non è chiaro se tale deroga all’art. 135-undecies, comma 4, del TUF possa trovare applicazione solo nel caso in cui sia previsto che l’intervento da parte del rappresentante designato avvenga in via esclusiva ovvero anche nel caso in cui siano ammesse entrambe le forme di rappresentanza. Alla luce della complessiva ratio del DL, volta a favorire la partecipazione a distanza all’assemblea, anche tale seconda interpretazione sembrerebbe ammissibile.
  2. Sul punto, si segnala la posizione di Assonime, che sembrerebbe orientata a tenere fermo, anche per la delega ordinaria al rappresentante designato, il più stringente termine di cui all’art. 135-undecies, comma 1, TUF (cfr. Nota Assonime int. “Decreto-legge del 17 marzo 2020 n. 18: le disposizioni in materia di svolgimento delle assemblee (art. 106)” del 18 marzo 2020).