Coronavirus: è possibile chiedere il rimborso dei viaggi annullati?

Coronavirus: è possibile chiedere il rimborso dei viaggi annullati?

di Bettina Bonelli - Società e governance

Con il decreto legge 9/2020 (di seguito “Decreto”) recante Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e pubblicato il 2 marzo 2020, il Governo ha voluto intervenire anche sul tema dei rimborsi viaggi annullati in seguito all’emergenza sanitaria legata al coronavirus.

Il Decreto prevede il rimborso a tutti coloro che per “sopravvenuta impossibilità” non possono ricorrere alla prestazione dovuta in relazione ai propri titoli di viaggio o pacchetti turistici, perché destinatari di misure per evitare la diffusione del COVID-19.

 

In quali casi è previsto il rimborso?

Il diritto al rimborso previsto dal suddetto Decreto, si rivolge in particolare a:

  • soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente;
  • soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree dal contagio (1);
  • soggetti risultati positivi al COVID-19 per i quali è stata disposta la quarantena o la permanenza domiciliare fiduciaria;

Il rimborso è previsto inoltre anche per:

  • soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
  • soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati per limitare il contagio;
  • soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Il Decreto prevede altresì che in alternativa al rimborso possa essere emesso un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.

Per quanto riguarda gli spostamenti sul territorio nazionale si chiarisce che il diritto alla mobilità dei cittadini all’interno di tutto il territorio nazionale rimane garantito, seppur limitato per ragioni di contenimento del contagio.
Ogni spostamento deve di conseguenza essere giustificato da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, risultanti da autocertificazione che indichi il motivo dello spostamento.

 

Incertezza sulle date

Il testo dell’art. 28 del Decreto non specifica tuttavia se il rimborso valga per tutti i biglietti o quelli acquistati entro una precisa data.
Sembra potersi sostenere con certezza che potrà essere richiesto il rimborso per i biglietti acquistati prima del 23 febbraio 2020, data di entrata in vigore del decreto legge del 23 febbraio 2020, n. 6, che ha attivato lo stato di emergenza.
Chi ha acquistato il proprio biglietto entro quel termine e deve viaggiare fino al 3 aprile 2020 (data coperta dall’ultimo DPCM emanato il 9 marzo 2020) sarà autorizzato a richiedere il rimborso.
Non risulta tuttavia dal testo di detto decreto se il rimborso o il voucher spettino anche a coloro che hanno acquistato il biglietto dopo la dichiarazione di emergenza.
Non si esclude tuttavia che la data entro cui chiedere il rimborso possa essere ancora posticipata, seguendo l’evoluzione dell’epidemia.

 

Come fare la richiesta di rimborso

La richiesta di rimborso è da presentare al vettore o all’agenzia viaggi entro 30 giorni

  • dalla cessazione del divieto imposto (che sia quarantena, permanenza domiciliare, ricovero in strutture sanitarie o altro);
  • dall’annullamento o dal rinvio dell’evento programmato (per chi aveva deciso di spostarsi per eventi);
  • dalla data di partenza prevista verso un paese in cui è stato imposto un divieto di ingresso (solo, però, se il biglietto è stato acquistato in Italia).

Alla richiesta è necessario allegare il titolo del viaggio e se il diritto al rimborso è legato ad eventi come ad esempio manifestazioni, concorsi, concerti e simili, anche la documentazione che attesti la programmata partecipazione.

Il vettore o l’agenzia viaggi deve procedere entro 15 giorni dalla richiesta al rimborso integrale del biglietto o all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.

 

Pacchetti turistici

Coloro che hanno acquistato un pacchetto turistico e avrebbero dovuto fruire del soggiorno nei “periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree interessate dal contagio” possono esercitare il diritto di recesso.
In caso di recesso il tour operator deve garantire entro 14 giorni il rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto rimborso, anche sotto forma di voucher annuale di pari importo.
Non viene invece riconosciuto al cliente l’indennizzo supplementare normalmente previsto dall’art. 41 del Codice del Turismo (D. Lgs 79/2011), a cui rinvia il Decreto.

 

Voli nazionali

In applicazione del decreto ministeriale n. 112 del 12 marzo 2020 con il quale, a seguito dell’emergenza COVID-19 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha limitato l’operatività del sistema aeroportuale italiano, disponendo la chiusura temporanea di alcuni aeroporti al fine di razionalizzare il trasporto aereo nelle prossime settimane, l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha disposto che devono garantire l’operatività aeroportuale senza limitazioni le società di gestione degli aeroporti di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli Capodichino, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Roma Fiumicino, Torino, Venezia Tessera e Roma Ciampino per i soli voli di stato, trasporti organi, canadair e servizi emergenziali.

Le società di gestione di tutti gli altri aeroporti hanno limitato la propria operatività dal 14 marzo 2020, ad eccezione di Milano Linate che ha iniziato lo stop temporaneo da lunedì 16 marzo 2020 (2).


Note

  1. Si ricorda che, se inizialmente le aree interessate (c.d. “zone rosse”) erano molto circoscritte, al fine di limitare il più possibile la diffusione dell’epidemia, il DPCM del 9 marzo 2020 ha esteso tali aree all’intero territorio nazionale.
  2. Cfr. Comunicato Stampa n. 18/2020 ENAC.